La fine del mondo non c’è stata, ma non c’è dubbio che la falsa profezia Maya abbia provocato danni. A rimetterci, in primo luogo, sono stati proprio i templi costruiti dalla civiltà precolombiana a Tikal, in Guatemala, rovinati dalle frotte di turisti che si sono dati appuntamento in attesa dell’apocalisse. A denunciarlo è Oswaldo Gomez dell’Unità tecnica del parco Nazionale di Tikal, secondo quanto riferisce il sito Prensalibre.com.
All’alba del 21 dicembre, nonostante i divieti, molte persone sono salite sui templi del complesso archeologico inserito dall’Unesco nel patrimonio dell’umanità, causando danni alla pietra calcarea. Una stima finale potrà essere fatta nel giro di due settimane.
“I danni non potranno essere riparati, la struttura non si può sostituire. Chiediamo che i turisti non salgano sopra”, ha aggiunto Gomez precisando che i danni si sono verificati in particolare al tempio numero due, o delle maschere, che si trova nella piazza centrale del complesso.
Pedro Duchez, direttore dell’Istituto guatemalteco del turismo ha precisato che giovedì sono entrate nel parco 6.000 visitatori, oltre alle 300 persone del gruppo che aveva organizzato l’evento. A queste se ne sono aggiunte circa altre mille giunte nelle prime ore di venerdì.
Apr news
F q news
Categorie:Inchieste Varie

Lascia un commento