Siria: Ricompensa a chi cattura i giornalisti

ph © Andreja Restek / APR

Fahim Saqr, un uomo d’affari siriano che vive in Kuwait ha rilasciato una dichiarazione di minaccia e promesso una ricompensa in denaro contro i giornalisti che lavorano per Al-Jazeera e Al-Arabiya.   “Pronuncio questo messaggio a mio nome: ad ogni cittadino siriano che cattura un giornalista di Al-Arabiya e Al-Jazeera e lo consegna alle forze di sicurezza siriane, darò 10 milioni di lire (circa 95.000 USD, ndr).              I loro media sono mentitori, mentre i nostri media dicono la verità “, ha detto Saqr durante un colloquio telefonico con la televisione di Stato siriana all’inizio di questa settimana. “Queste persone inducono in errore i cittadini siriani all’interno e all’esterno del Paese, inducono in errore il mondo arabo e ingannano il mondo intero con le loro false comunicazioni, che mirano a frammentare il Paese e il tessuto sociale della Siria.”         I sostenitori del presidente Assad hanno spesso espresso indignazione alla proprietà saudita di Al Arabiya e a quella del Qatar di Al Jazeera per la vasta copertura mediatica del conflitto in Siria, accusando i canali di influenzare, con loro relazioni,  le posizioni anti-Assad dei rispettivi governi.

Il Committee to Protect Journalists ha definito l’annuncio un ‘deplorevole tentativo di mettere a tacere la copertura delle notizie che è fondamentale per la comprensione, nel mondo, del conflitto.                                    “I nostri colleghi di Al-Jazeera e Al-Arabiya affrontano enormi rischi nella copertura del conflitto siriano, e questo annuncio sconsiderato può ulteriormente aumentare il pericolo”, ha detto in un comunicato stampa Sherif Mansour, coordinatore di CPJ per il Medio Oriente e il Nord Africa. “Chiediamo alle autorità del Kuwait di rigettare questo annuncio come un tentativo irresponsabile di soffocare la copertura della guerra.”               La proliferazione di fazioni ribelli e di gruppi jihadisti dalla linea dura, di mafie e bande criminali, e l’intensificarsi dei combattimenti in tutto il paese, hanno fatto della guerra civile siriana il posto più pericoloso al mondo per i giornalisti nel corso del 2012.

Almeno 36 giornalisti sono stati uccisi dall’inizio della rivolta nel 2011, secondo la ricerca CPJ.

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F Telegraph



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