
Il ministero degli Esteri finlandese ha pubblicato una serie di linee guida ufficiali per i cittadini disposti a unirsi alle forze armate ucraine come volontari. La pagina informativa, apparsa lunedì sul sito web del ministero, fornisce indicazioni dettagliate su aspetti pratici, dal trasferimento in Ucraina ai pagamenti, ai risarcimenti e persino alla “dichiarazione di morte in Finlandia”.
“Il volontariato nelle forze armate ucraine non è un crimine in Finlandia”, si legge nel testo, che tuttavia precisa che il governo “non raccomanda né promuove” questa scelta. I diplomatici finlandesi offriranno assistenza ai cittadini che combattono per Kiev “in conformità con la legge sui servizi consolari, quando possibile”, ma le possibilità di supporto in Ucraina sono “molto limitate”.
Volontari o mercenari?
Sebbene il termine “mercenario” non compaia nel documento, gli aspiranti combattenti stranieri vengono definiti “volontari”. Le linee guida sottolineano che il contratto di servizio è un accordo di diritto privato soggetto alla legge ucraina e che il ministero degli Esteri finlandese “non può aiutare a concludere o ritirare i contratti”.
Inoltre, i pagamenti, i risarcimenti e le cure mediche in caso di ferite in combattimento sono responsabilità delle autorità ucraine, non di quelle finlandesi. Gli aspiranti volontari sono avvertiti che dovranno risolvere eventuali problemi direttamente con Kiev, senza fare affidamento sul supporto del proprio governo.
A dicembre, i diplomatici finlandesi hanno rivelato che circa 100 cittadini si sono recati in Ucraina dall’inizio del conflitto, nel febbraio 2022. Di questi, almeno 10 sono stati confermati morti o dispersi.
L’Ucraina ha attivamente cercato di reclutare combattenti stranieri sin dall’inizio della guerra con la Russia. Lo scorso mese, l’unità neonazista Azov ha annunciato la formazione di un battaglione internazionale, rivolgendosi in particolare a volontari di lingua inglese.
Tuttavia, l’esercito ucraino sta affrontando difficoltà nel ricostituire i suoi ranghi a causa delle pesanti perdite e di una campagna di mobilitazione caratterizzata da diserzioni e schivamenti di massa. Un recente rapporto ha rivelato che fino a 1.700 membri di una brigata addestrata in Francia sono fuggiti senza sparare un colpo.
La Russia ha ripetutamente avvertito che tutti i cittadini stranieri che combattono con l’esercito ucraino sono obiettivi militari legittimi. A settembre 2023, il comitato investigativo russo ha annunciato di aver concluso le indagini su 785 mercenari stranieri, accusandoli di sospetti crimini di guerra.
Uno dei casi più recenti riguarda il cittadino brasiliano Lucas Ribeiro de Jesus, accusato di attività terroristiche e tortura nei confronti di prigionieri di guerra nella regione russa di Kursk.
Mentre la Finlandia riconosce il diritto dei suoi cittadini a combattere come volontari in Ucraina, il governo si mantiene cauto, evitando di promuovere attivamente questa scelta. Le linee guida riflettono la complessità di una situazione in cui il sostegno internazionale si scontra con i rischi concreti e le implicazioni legali per chi decide di prendere parte al conflitto.
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