Lunedì ci sarà l’apocalisse del Web?

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Lunedì l’Fbi spegnerà i server adibiti a reindirizzare correttamente il traffico Internet per gli utenti (italiani inclusi) colpiti dal malaware DNSChanger, mettendo a rischio la navigazione per chi ancora è infettato. Ecco come salvarsi in extremis
06 luglio 2012 di Anna Lisa Bonfranceschi
Negli Usa è stato già battezzato l’ Internet doomsday, e il prossimo lunedì potrebbe davvero rivelarsi il giorno del giudizio per i computer infettati dal malware DnsChanger, in giro dal 2007. Il 9 luglio infatti l’ Fbi spegnerà i server messi in piedi per reindirizzare il traffico Internet degli utenti colpiti dal malware, così che chi non avesse risolto ancora il problema lunedì potrebbe rimanere fuori dalla Rete. A meno che non provveda a risolvere il problema nel weekend, ecco come.

Quella del DnsChanger è una storia vecchia e apparentemente conclusa. Lanciato nel 2007 il malware colpisce il traffico Internet attraverso i Dns, il servizio che converte i nomi dei siti web in indirizzi IP e viceversa (una sorta di rubrica telefonica per semplificare la navigazione). DnsChanger però, come suggerisce il nome, interferisce con il sistema Dns, dirottando il traffico Internet verso siti illegali e appositamente manipolati per truffare gli utenti, compromettendo il sistema di sicurezza del computer stesso.

Sgominata la banda alla base della frode a fine 2011 – sei estoni e un russo – l’Fbi aveva provveduto a tamponare il problema sostituendo i server controllati. Ovvero, per far sì che gli ignari utenti colpiti dal malware potessero continuare a navigare senza problemi dopo il sequestro dei server truccati ha reindirizzato il loro traffico Internet su alcuni server puliti . Tutto grazie a un contratto con l’ Internet Systems Consortium, come spiega Wired.com, per un periodo di tempo prestabilito in cui dar modo agli utenti di risolvere il problema .

Dopo una prima scadenza del contratto per lo scorso 8 marzo, lo spegnimento dei server è stato rimandato, fino al prossimo 9 luglio appunto. Data a rischio di blackout per i computer ancora infettati e che usano i server sostituiti dall’Fbi, che secondo Afp all’inizio di giugno erano ancora più di trecentomila, la maggior parte negli Stati Uniti, ma con tutta probabilità diffusi anche in Italia, Germania, India, Gran Bretagna, Canada, Francia e Australia. Così che i relativi utenti corrono il rischio di rimanere fuori dalla Rete il prossimo lunedì.

Il modo di difendersi c’è, come spiega Cnet. In primo luogo bisogna verificare la presenza o meno del malware. Basta andare sul sito DNSChanger Working Group, cliccare sul paese di corrispondenza e attendere il checkup del computer. Se tutto ok, poco male, lunedì siete al sicuro. In caso contrario lo stesso sito mette a disposizione una serie di strumenti per risolvere il problema: backup di tutto prima e poi scansione antivirus, magari multipla. Così da scongiurare, in extremis, un lunedì nero.
APR news
Fonte daily wired



Categorie:Inchieste Varie

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