Ronde di estremisti islamici a Londra

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Nella capitale britannica gruppi di integralisti religiosi girano per strade per redarguire i ‘libertini’ del sabato sera.
Waltham Forest, Tower Hamlets and Newham, quartieri dell’Est di Londra, sembra stiano diventando ormai zona rossa per chi musulmano non lo è.
Anche l’Inghilterra ha le sue ronde. Non per fermare ladruncoli e criminali di strada ma per proibire agli inglesi di commettere peccato.

Si tratta dei Muslim patrol, letteralmente pattuglie musulmane: sono gruppi di cittadini appartenenti a correnti estremiste della religione islamica che si sono stufati del comportamento libertino dei britannici.
Il risultato sono delle ronde notturne (e non solo) durante le quali vengono redarguiti in malo modo coloro che camminano per strada bevendo alcool ma anche tutte le ragazze che indossano abiti ritenuti inappropriati al quartiere.

A testimoniarlo sono alcuni video pubblicati prima su YouTube e poi sul The Commentator; uno in particolare, intitolato «The truth about saturday night», la verità sul sabato sera, non appena è finito in Rete ha avuto ben 42 mila visualizzazioni in poche ore, per poi sparire nel nulla.
Le immagini, riprese con uno smartphone, ritraevano alcuni uomini distruggere cartelloni e insegne pubblicitarie del produttore di vestiti H&M che mostravano una ragazza in biancheria intima.
In un altro video invece le pattuglie musulmane redarguivano degli imbarazzati e infastiditi passanti perché si comportassero in modo appropriato o se ne andassero dal quartiere.

Il Daily Mail ha riportato che i vigilantes dell’islamismo estremo appellavano le donne come «animali nudi privi di rispetto per se stesse». In un altro frammento filmato con il cellulare il gruppetto se la prendeva con un ciclista investito dichiarando che non gli sarebbe successo nulla se fosse stato una persona ‘pulita’.

Accusa principale della gang dei Muslim patrol ai britannici della zona è proprio quella di vivere una vita sconsiderata, vile, disgustosa e impura: «Noi vigiliamo per farvi entrare l’Islam in testa. È la legge della Sharia».
I pattugliamenti violano la libertà personale dei londinesi e sono illegali. Scotland Yard sta da tempo investigando e cerca di tenere sotto controllo le ronde estremiste, spesso sfociate in atti di vandalismo.

La situazione di East London è però critica. Già tra il 2011 e il 2012 su lampioni, alberi, porte e muri della zona erano apparsi dei volantini gialli che recitavano: “State entrando in una zona controllata dalla Sharia – Qui le regole islamiche sono rafforzate”. Su altri vi era scritto che l’area era stata epurata da tutti gli omosessuali: ‘This is a gay free zone’.
Gli avvertimenti alle porte del quartiere non sono piaciuti ai numerosi cittadini non musulmani che abitano a Est. E anche a molti islamici.
Ibrahim Mogra, capo del concilio musulmano d’Inghilterra, ha condannato la pratica dei pattugliamenti stradali: «Quei video non sono graditi dalla grande maggioranza degli islamici britannici», ha spiegato.
Un comportamento simile a quanto, secondo la stampa inglese, succede in Arabia Saudita dove i ‘volontari’ musulmani hanno il compito di bandire la prostituzione, di rimproverare pubblicamente le donne che non si coprono il volto con un velo, di costringere la gente a frequentare i luoghi di preghiera e di arrestare le coppie giovani che escono per un appuntamento proibito.
Qualcosa di simile starebbe avvenendo anche a East London, dove il motto dei Muslim patrol è: «Non si tollerano droghe, alcool, pornografia, gioco d’azzardo, usura e scambi liberi tra i sessi. Facciamo del nostro meglio per impedire che tutto ciò accada».

Si tratta di una minoranza, ovviamente: presente però in un’area il cui numero di cittadini appartenenti alla religione islamica è molto concentrato.
Seppur il pensiero secondo cui il peccato sia ‘frutto del mondo occidentale’ venga condiviso da pochi, il vandalismo e il comportamento discriminatorio dei vigilantes preoccupa. Anche in una delle zone più vibranti di una città cosmopolita come Londra.

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Categorie:Cronaca, Esteri, Politica

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