Russia: Sochi 2014, giornalisti sotto stretto controllo

Sochi2014 copia

Il Comitato per la protezione dei giornalisti (CPJ) ha rivelato in un suo rapporto che l’ostruzione da parte delle autorità russe e l’autocensura dei giornalisti hanno fortemente limitato la copertura mediatica delle delicate questioni legate alle Olimpiadi invernali di Sochi, in Russia. I giornalisti saranno gli obiettivi centrali del vasto programma di sorveglianza dalle autorità russe a Sochi in relazione alle Olimpiadi invernali del 2014. In un decreto governativo firmato dal Primo Ministro Dmitry Medvedev l’8 novembre 2013 il governo autorizza a raccogliere dati telefonici e digitali degli organizzatori dei Giochi, degli atleti e altri soggetti, con una particolare attenzione verso i i giornalisti. Con questo nuovo decreto, qualsiasi tipo di contatto tra giornalisti, dimostranti e attivisti verrà visto con estremo sospetto. Secondo il rapporto, i giornalisti locali e internazionali sarebbero stati importunati e sarebbe stato loro impedito di riferire su temi come lo sfruttamento dei lavoratori migranti, la distruzione ambientale, gli sgomberi forzati e la discriminazione contro lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT).

Nina Ognianova, coordinatrice per CPJ Europa ed Asia centrale ha dichiarato: “Le autorità russe hanno usato la mano pesante contro giornalisti, difensori e attivisti dei diritti civili in un modo visto soltanto prima della disgregazione dell’Unione Sovietica. […] Il Comitato Olimpico Internazionale in qualità di organizzatore dei Giochi deve impegnarsi con le autorità russe a garantire che la libertà di stampa e la libertà di espressione non vengano ostruite a Sochi durante e dopo i Giochi”.             Il rapporto contiene anche delle raccomandazioni con cui il CPJ invita: il Comitato Olimpico Internazionale a garantire che i paesi ospitanti che non riescono a raggiungere gli standard internazionali per la libertà di stampa e libertà di espressione subiscano ripercussioni; il governo russo ad abrogare le leggi che limitano la libertà di stampa; gli sponsor dei Giochi ad insistere che il COI parli delle violazioni della libertà dei media; e infine sprona i giornalisti che seguiranno i Giochi a segnalare le violazioni di tali libertà. Oltre al rapporto appena pubblicato, il Comitato per la protezione dei giornalisti ha anche diffuso una traduzione in russo della Guida del CPJ per la Sicurezza del Giornalista, così come un post sulla sorveglianza digitale dei giornalisti che seguono le Olimpiadi di Sochi.

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F CPJ, lavoce

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Categorie:Esteri, Politica

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