Italy: c’è qualcosa di profondamente sbagliato nel giornalismo italiano

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È morto un collega, un altro fotoreporter, questa volta in Ucraina. Personalmente non lo conoscevo, ma cosa importa, solo poche settimane prima è stata uccisa una collega in Afghanistan, una settimana prima un’altra ragazza di soli 26 anni nella Repubblica Centro Africana.
In meno di un mese sono morti tre colleghi che coprivano e portavano notizie da luoghi di guerra, notizie che si leggono nei giornali e si guardano alla tv, che sembrano così lontane e così surreali. Abituati a video giochi e film violenti, a volte ci dimentichiamo che per conoscere certe realtà qualcuno rischia la vita per denunciare e raccontare gli orrori che solo l’uomo è capace di commettere.
Certamente è una scelta, si sceglie di fare questo lavoro, nessuno ti costringe, nessuno ti obbliga, ma forse in cambio l’unica cosa che vorresti è un minimo di rispetto da parte dei direttori dei giornali quando proponi i tuoi lavori.
Non vuoi sentirti un eroe perché non lo sei, hai scelto tu di fare questo lavoro e sai qual è il prezzo da pagare.
Mi sento offesa quando mi si offrono 100 euro per 15 foto scattate nei posti di guerra, questo sí che mi fa arrabbiare, oppure quando mi sento dire “tanto io posso scrivere su Aleppo anche dal mio ufficio che dista 3000 km dal fronte”.
Ma quando uno dei colleghi viene rapito oppure muore diventa un eroe, perché i giornali vendono .. già, sono notizie “buone” … si vende .. C’è qualcosa di marcio nel giornalismo italiano, qualcosa di profondamente marcio e io sono tanto arrabbiata e triste per i colleghi che non ci sono più.

Apr news

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Categorie:Cronaca, Inchieste Varie, Politica

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3 replies

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  2. Una riflessione: nella nostra “civiltà” ci muoviamo come collettività, utilizzando una certa scala di valori. Denaro, potere, successo, prestanza ecc ecc. Poi in fondo, ci sono l’essere umano e la spiritualità. Chi ha impostato questa scala di valori? L’essere umano. E dunque l’essere umano è cosi sciocco da mettere se stesso laggiù in fondo?
    Sento che nell’aria ci sono segni che qualche cosa sta cambiando, lentamente. Ma c’è ancora tanta strada da fare.

  3. Ciao Luciana, purtroppo è vero c’è ancora tanta strada da fare, il mondo intero si sta muovendo ma alcuni pagano ancora con la vita questo cambiamento….ti saluto con affetto, Angela Surano

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