Afghanistan: emergenza IS

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Da quando i ribelli talebani afghani e pakistani hanno siglato un patto di fedeltà con lo Stato islamico nell’estate del 2014, l’Isis ha ampliato la propria presenza in tutta l’Asia meridionale. Alla fine di settembre 2014, si sono svolte forti battaglie tra le forze di sicurezza afghane e gli insorti associati allo Stato islamico nel distretto Arjistan della Provincia di Ghazni. I funzionari afghani hanno riferito che gli insorti hanno sventolato la bandiera nera dello Stato islamico, bruciavano le case, decapitavano i residenti e il personale di forze di sicurezza catturato. Nella metà di ottobre 2014, un piccolo gruppo di comandanti talebani pakistani, tra cui il Movimento dei talebani del Pakistan, ha annunciato fedeltà allo Stato islamico. Nel mese di gennaio 2015, l’isis ha pubblicato un video dove ha annunciato la sua espansione nella “Provincia di Khorassan” e ha ufficialmente nominato Hafiz Saeed Khan come governatore di Khorassan.

Lo Stato islamico ha, inoltre, nominato l’ex detenuto di Guantanamo e anziano leader talebano Mullah Abdul Rauf Khadim come vice di Khan. Khan era il principale responsabile delle attività dello Stato islamico nelle aree tribali del Pakistan, Khadim ha la base nella provincia di Helmand, Dopo poco tempo sono scoppiati scontri tra i sostenitori di Khadim e i loro rivali appartenenti a vecchie fazioni talebane locali. Nel sud-ovest dell’Afghanistan gli ex talebani hanno istituito un campo di addestramento nella provincia di Farah.

La frazione dello Stato islamico a Farah è guidata da due fratelli, Abdul Malik, conosciuto anche come Mansur, e Abdul Raziq, secondo un rapporto da Pajhwok Afghan News. La polizia afghana a Jawzjan stima che ci sono circa 600 insorti che ora stano combattendo per conto dello Stato islamico nella zona di Jawzjan. Rapporti simili sono emersi anche nella provincia di Kunduz, dove si stima che circa 70 ribelli si sono affiliati allo Stato islamico. I funzionari afghani nella provincia di Ghazni e Paktika, a metà gennaio hanno annunciato che centinaia di combattenti stranieri, associati con lo Stato islamico, recentemente sono entrati nelle zone dell’Afghanistan orientale come rifugiati. Secondo la polizia, si tratta di circa 850 famiglie straniere, arabe, pakistane e cecene travestite da profughe, alcune delle quali più tardi si sono stabilite in alcuni distretti di Zabul. Il 9 febbraio scorso Khadim è stato ucciso in un attacco di droni nella provincia di Helmand. [Cfr rapporto lungo War Journal].

Poche settimane dopo, i ribelli fedeli al locale Emiro dello Stato islamico per la provincia di Logar, Sa’ad al-Amirati, hanno bruciato il santuario Khwaja Ali nel distretto Charkh, hanno preso d’assalto anche abitazioni locali, hanno distrutto i televisori, perché “non islamici,” e ucciso un comandante locale talebano di nome Abdul Ghani e le sue guardie del corpo, secondo Pajhwok Afghan News. Molte le segnalazioni relative alla presenza di combattenti in Afghanistan connessi con lo Stato islamico che però non possono essere facilmente verificate; la creazione del gruppo jihadista della “Provincia di Khorasan” a metà di gennaio dimostra la loro volontà di espandere le operazioni in Asia meridionale. Dati i numerosi scontri tra i talebani e gli affiliati allo stato islamico in Afghanistan, si presuppone che troveranno una notevole resistenza. I talebani, inoltre, non riconoscono Abu Bakr al-Baghdadi come Califfo, in parte perché il Mullah Mohammad Omar, il leader supremo dei talebani, era stato ritenuto Amir ul-Momimeen (Comandante dei fedeli credenti) nel 1996, una posizione percepita dai sostenitori di Omar come superiore al ruolo attuale di Baghdadi come califfo. Tuttavia lo Stato islamico ha sfidato i talebani e Omar direttamente. Baghdadi ha descritto Omar come un “signore della guerra analfabeta” e “stupido” che non merita autorità politica o spirituale. Questi conflitti ideologici fondamentali non saranno facilmente conciliabili tra lo Stato islamico e i talebani afghani. Mullah Mohammad Omar – il capo dei talebani afghani – negli anni dato per morto più volte – è sparito dal 2001: di lui non si sa quasi niente e ora la sua autorità è sfidata dal leader dell’ISIS.

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Categorie:Cronaca, Esteri, Politica, Terrorismo Gruppi

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