Tratta di esseri umani: 27 milioni di schiavi nel 21° secolo

immigrati

E’ stato pubblicato il rapporto annuale sul traffico di esseri umani che comprende la situazione in 188 paesi e i loro tentativi di sconfiggere questa piaga del nostro secolo. E’ sconcertante che ancora oggi milioni di persone innocenti diventino vittime della tratta di esseri umani ogni anno. Spesso si tratta di donne e ragazze costrette ad entrare nel commercio del sesso. A molte ragazze adolescenti che partono per paesi stranieri con un permesso di lavoro oppure di studio, dopo aver attraversato il confine viene loro confiscato il passaporto e sono costrette a prostituirsi. Questi affari loschi sono gestiti dalle organizzazioni criminali internazionali. Altri schiavi del nostro secolo sono costretti al lavoro domestico in casa di qualcuno, oppure nei campi, come manodopera agricola forzata.

Si stima che ci siano ca. 20-27 milioni di persone nel mondo costretti contro la loro volontà a lavorare nel settore del sesso o altri tipi di schiavismo. Ci sono inoltre circa 51 milioni di persone, per lo più ragazze, che nascono ogni anno in tutto il mondo e che, almeno sulla carta, non esistono. Esse non sono registrate in alcun modo; non hanno certificati di nascita e questa mancanza di documentazione rende queste ragazze particolarmente vulnerabili alla tratta degli schiavi.

Italia: gli esperti stimano circa 2.500 bambini che si prostituiscono in strada (provenienti da Romania, Nigeria, Brasile, Marocco e Italia, in particolare Rom e Sinti spesso nati in Italia). Uomini provenienti da Africa, Asia ed Europa dell’Est sono sottoposti a lavoro forzato a causa dei debiti lavorando in agricoltura nel Sud Italia, altri lavorano nelle fabbriche tessili a Milano, Prato e Napoli. Le vittime di sesso femminile sono spesso soggette a traffico sessuale in Italia dopo aver accettato promesse di assunzione come cameriere, ballerine, cantanti, modelle o badanti. Transgender provenienti da Brasile e Argentina sono costrette a prostituirsi. I minori non accompagnati sono a rischio di tratta, in particolare i ragazzi provenienti da Somalia, Eritrea, Bangladesh, Egitto e Afghanistan che spesso lavorano in negozi, bar, ristoranti, panifici per ripagare i debiti del viaggio o per inviare denaro alle loro famiglie. Gli esperti ritengono che il numero complessivo delle vittime di tratta in Italia sia in aumento a causa del drammatico aumento dei migranti e richiedenti asilo che arrivano in barca, fuggendo dalla guerra e da condizioni politiche, sociali o economiche oppressive.

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Categorie:Cronaca, Politica

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