Progetto Artichoke: il lato oscuro della CIA e le lezioni per i diritti umani

Tra sperimentazioni segrete e scandali etici, il programma degli anni ’50 resta un monito per la scienza e la politica

Negli anni ’50, nel cuore della Guerra Fredda, la CIA avviò un programma segreto conosciuto come Progetto Artichoke, destinato a esplorare i limiti del controllo mentale e del comportamento umano 1 , 2. L’obiettivo era inquietante: verificare se fosse possibile costringere una persona a compiere atti estremi, incluso l’omicidio, senza il suo consenso.

Tra le tecniche utilizzate vi erano ipnosi, isolamento sensoriale, droghe psicotrope come LSD e mescalina e manipolazioni psicologiche avanzate. Molti soggetti sperimentali erano ignari, e spesso si trattava di detenuti, pazienti psichiatrici o militari. Gli esperimenti causarono gravi danni fisici e psicologici, suscitando critiche etiche che risuonano ancora oggi3.

Nel 1953, Artichoke lasciò il posto a MKUltra, un programma ancora più esteso e controverso. Documenti declassificati negli anni ’70 rivelarono la portata delle operazioni segrete, portando a indagini del Congresso e scandali mediatici che misero in luce violazioni dei diritti umani fondamentali2 ,4.

Oggi, Artichoke non è più attivo, ma il suo ricordo serve da monito. Le atrocità commesse hanno rafforzato la legislazione internazionale sulle sperimentazioni umane, come la Dichiarazione di Helsinki, e hanno imposto il consenso informato come principio imprescindibile nella ricerca scientifica5.

Il Progetto Artichoke rimane un simbolo di abuso di potere e mancanza di trasparenza, ma anche un richiamo alla necessità di proteggere i diritti umani e garantire l’etica nella scienza.

Oggi: addestramento militare e comportamenti estremi

Anche oggi, la manipolazione psicologica non è solo un capitolo di storia. In conflitti come quello tra Israele e Gaza, emergono interrogativi etici simili: pur non essendoci prove di sperimentazioni segrete analoghe ad Artichoke, l’addestramento dei soldati israeliani prevede tecniche psicologiche avanzate6 , 7. Queste mirano a preparare i militari a situazioni di estremo stress, a gestire la paura, aumentare la disciplina e favorire l’obbedienza agli ordini.

A ciò si aggiungono strategie di guerra psicologica e retorica deumanizzante, strumenti che condizionano la percezione del nemico e facilitano comportamenti estremi. Pur senza droghe o ipnosi, questi metodi sollevano domande etiche fondamentali: come possono esseri umani compiere atrocità? Fino a che punto il contesto sociale e militare può influenzare la moralità individuale?

Il parallelismo tra passato e presente ci invita a una riflessione critica: la storia del Progetto Artichoke non è solo un monito per la scienza, ma anche per la società contemporanea. La manipolazione psicologica, l’addestramento intensivo e la guerra possono portare a comportamenti estremi, e la memoria storica diventa lo strumento più importante per prevenire nuove violazioni dei diritti umani8 ,9.

Apr news , Andreja Restek

Fonti

  1. CIA, Project Artichoke: Special Research on Human Behavior, documenti declassificati, 1951–1953. ↩
  2. Marks, J., The Search for the Manchurian Candidate: The CIA and Mind Control, Norton, 1979. ↩ ↩2
  3. Johnston, L., The CIA’s Secret Experiments with Mind Control, HarperCollins, 1976. ↩
  4. CIA, Studies in Behavior Control, rapporti declassificati MKUltra, 1973. ↩
  5. World Medical Association, Dichiarazione di Helsinki, 1964 e successive revisioni. ↩
  6. Keren, G., & Morag, N., Israeli Combat Soldiers and Mental Resilience, Journal of Military Psychology, 2018. ↩
  7. PubMed: studi sulla resilienza psicologica e mindfulness nei soldati israeliani (link 1, link 2). ↩
  8. Human Rights Watch, Gaza: Israeli Killings of Palestinians Seeking Food Are War Crimes, 2025. ↩
  9. The Guardian, Weapons of War: Israel’s Use of Dogs in Conflict Zones, 2025. ↩

ps 2 

  1. Memorandum del 3 febbraio 1975 (Document Number FOIA 00146153) CIA.
  2. Memorandum del 21 novembre 1952 (FOIA 00146151) CIA.
  3. Documento del 26 aprile 1952 (FOIA 00144700) CIA.
  4. Memorandum del 10 dicembre 1952 (FOIA 00144751) CIA.
  5. Documento del 17 giugno 1952 (FOIA 00144722) CIA.
  6. Memorandum del 3 febbraio 1975 (FOIA 00313406) CIA.
  7. Documenti di classificazione relativi al caso Olson (1975) (FOIA 00313392) CIA.
  8. archivi come il National Security Archive, che ha pubblicato analisi e contesti su Project Artichoke unredacted.com.
  9. indagini del Congresso ( del 1977) o testi storici, ad esempio The Search for the Manchurian Candidate di John Marks.



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