La linea sottile tra sicurezza e oppressione: ICE vs Proud Boys

Perché molti paragonano i raid di ICE alle azioni dei Proud Boys ?

ICE e Proud Boys non sono la stessa cosa. Uno è un’agenzia federale dello Stato americano, l’altro un gruppo politico di estrema destra senza alcuna autorità legale.Eppure, negli ultimi tempi, sempre più persone – soprattutto nelle comunità colpite – affermano che il comportamento “sembra uguale”. Non per ignoranza, ma per esperienza diretta.

Capire perché accade questa percezione è essenziale per distinguere tra sicurezza e repressione.

Come avviene un raid di ICE

Un’operazione tipica di ICE avviene spesso: all’alba o di notte, con agenti armati, giubbotti tattici, talvolta con il volto coperto, in abitazioni private, luoghi di lavoro o quartieri specifici. Seguono arresti improvvisi, separazioni familiari, detenzione amministrativa e, in molti casi, la deportazione.

Dal punto di vista legale, ICE agisce sulla base di: mandati e ordini amministrativi, leggi sull’immigrazione, una catena di comando ufficiale.

Esiste, almeno in teoria, la possibilità di fare ricorso. Nella pratica, però, l’accesso alla difesa legale è spesso difficile o inesistente per chi viene fermato. L’effetto reale nelle comunità colpite è chiaro:paura generalizzata, bambini che restano soli, persone arrestate anche per infrazioni minori o semplici sospetti.Per chi subisce il raid, la percezione è semplice: uomini armati arrivano, prendono delle persone e spariscono.

Come agiscono i Proud Boys

Le azioni dei Proud Boys seguono una dinamica diversa, ma visivamente simile: presenza in gruppo, abbigliamento paramilitare, marce, ronde “civili”, scontri di strada, aggressioni a manifestanti, minoranze e giornalisti. 

Non hanno alcuna base legale: non rappresentano lo Stato, agiscono come cittadini privati, spesso oltrepassano apertamente i limiti della legge.

L’effetto, però, è altrettanto diretto: intimidazione, violenza fisica, produzione deliberata di paura politica. Dal punto di vista di chi subisce: uomini armati arrivano, minacciano o picchiano, poi se ne vanno.

Due realtà diverse, un effetto simile

AspettoICEProud Boys
AutoritàStatoNessuna
UniformeUfficialeParamilitare
IdeologiaFormalmente neutraPolitica estrema
Tipo di violenzaIstituzionaleDiretta e illegale
BersagliImmigratiMinoranze, oppositori
Paura prodottaAltaAlta

Il risultato è che le modalità visive e psicologiche appaiono simili, anche se le basi giuridiche sono profondamente diverse.

C’è una distinzione importante, ma che conta soprattutto a posteriori:

  • se ICE abusa del potere, esiste (in teoria) la possibilità di fare causa
  • se i Proud Boys aggrediscono, spesso l’impunità è di fatto

Ma nel momento dell’azione, quando qualcuno bussa alla porta armato, questa differenza non è percepibile.ICE non è un gruppo estremista. Ma quando uno Stato adotta pratiche che ricordano quelle di una milizia, rischia di perdere legittimità morale, anche se resta formalmente legale.

La distinzione finale è chiara ma amara:

  • i Proud Boys esercitano violenza per ideologia
  • ICE esercita violenza attraverso la burocrazia

Per chi viene arrestato, separato dalla famiglia o deportato, questa distinzione teorica spesso non cambia l’esperienza reale.

Ed è per questo che molti dicono: “Il comportamento è uguale” perché, dal loro punto di vista, l’effetto è lo stesso.

La somiglianza non riguarda le intenzioni dichiarate, ma: il metodo, l’asimmetria di potere, la disumanizzazione del bersaglio, l’assenza di dialogo.

Per questo molte persone affermano: “Non mi interessa se uno è legale e l’altro no: si comportano allo stesso modo.” Non è una reazione ideologica, ma una lettura dell’esperienza vissuta.

Una cosa che nessuno di noi deve dimenticare è che la repressione non inizia con i carri armati. Inizia quando una parte della popolazione accetta che ad altri vengano tolti diritti.

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