Che fine ha fatto Julian Assange ?

Dopo 537 giorni di arresti domiciliari  la Corte Suprema britannica si pronuncerà il 30 maggio sul ricorso di Julian Assange contro la richiesta di estradizione in Svezia dove il capo di Wikileaks è indagato per reati sessuali. Se la Corte respingerà l’appello, Assange avrà giocato tutte le carte a sua disposizione per evitare di essere trasferito in Svezia con l’eccezione di un ricorso alla Corte dei diritti umani di Strasburgo.

 

Breve storia delle accuse

Il 18 novembre 2010 il tribunale di Stoccolma spicca un mandato d’arresto in contumacia nei suoi confronti con l’accusa di stupro, molestie e coercizione illegale.

Il reato contestatogli sarebbe quello di aver avuto rapporti sessuali non protetti, seppur consenzienti, con due donne, Anna Ardin (militante femminista, segretaria dell’associazione “Brotherhood Movement” e autrice di una “Guida alla vendetta contro il partner” pubblicata sul web) e Sofia Wilén, e di aver successivamente rifiutato di sottoporsi ad un controllo medico sulle malattie sessualmente trasmissibili, condotta considerata criminosa dalla legge svedese.

La denuncia era stata fatta dalle sue ex-amanti dopo che esse avevano appreso l’una dall’altra di aver avuto rapporti sessuali con lui. Al momento dell’emissione del mandato di arresto contro Assange non esistevano comunque prove a suo carico che non fossero la parola delle due donne.

Inoltre, secondo la stampa svedese, la Ardin e la poliziotta che ha raccolto la sua testimonianza erano molto amiche (addirittura amanti, secondo alcuni), e sarebbe stata proprio l’agente a incitare la donna a denunciare l’ex amante dopo averle spiegato che per la giustizia locale rifiutarsi di usare il preservativo durante un rapporto si configura come stupro. «È ora di sgonfiare quel pallone gonfiato ed esageratamente osannato di Julian Assange» aveva dichiarato la poliziotta sulla sua pagina Facebook. Molti hanno infine sollevato dubbi sulla natura del provvedimento, mettendo in rilievo la coincidenza temporale con la pubblicazione da parte di Wikileaks dei documenti diplomatici statunitensi.

Il 20 novembre l’Interpol e il Sistema di Informazione Schengen recepiscono il mandato di arresto.

Il 7 dicembre 2010 Assange si presenta spontaneamente negli uffici di Scotland Yard e viene arrestato in seguito al mandato di cattura europeo.

Lo stesso giorno, il tribunale respinge la richiesta di libertà provvisoria su cauzione, appoggiata da diverse personalità del cinema e del giornalismo, e decide di tenerlo in carcere fino al 14 dicembre. Nel frattempo la Svezia presenta una richiesta di estradizione alle autorità britanniche: secondo alcune fonti, tale richiesta sarebbe finalizzata ad estradarlo in realtà negli Stati Uniti dove lo attende un processo per spionaggio.

Il 16 dicembre, dopo nove giorni di carcere, Assange viene rilasciato su cauzione, e la decisione sulla richiesta di estradizione rimandata.

Il 2 novembre 2011 l’Alta corte di Londra dà il via libera all’estradizione richiesta dalla Svezia.

Il prossimo 30 maggio 2012 si saprà dunque se La Corte Suprema britannica avrà accolto la richiesta di Julian Assange.

APR news To

 

 



Categorie:Esteri

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