Congo: grande instabilità nell’est del paese

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Dopo quasi due settimane di combattimenti nella provincia di North Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo (Rdc), permane la preoccupazione dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) per la situazione della popolazione civile nelle aree interessate dal conflitto. La sera di domenica scorsa, dai posti di frontiera nel distretto di Bundibugyo, nell’ovest dell’Uganda – si legge in una nota – era possibile sentire esplosioni di bombe e colpi di arma da fuoco provenienti dal lato congolese del confine. E’ comunque relativamente basso il numero di persone che ha cercato rifugio oltre frontiera.
Le agenzie umanitarie non hanno accesso all’area e resta quindi difficile conoscere le condizioni di coloro che non riescono ad oltrepassare il confine. Dall’area di Kamango i rifugiati impiegano circa 12 ore per raggiungere a piedi la frontiera ugandese. La situazione di calma osservata lunedi’ sera – dopo due o tre giorni di disordini – coincideva probabilmente con il momento in cui tutte le forze si stavano riorganizzando. Inizialmente decine di migliaia di rifugiati hanno cominciato a riversarsi nell’ovest dell’Uganda dopo l’esplosione dei combattimenti l’11 luglio a Kamango, tra il gruppo ribelle ugandese delle Forze Alleate Democratiche (Allied Democratic Forces, ADF) e l’esercito congolese.
Attualmente il centro di transito di Bubukwanga – circa 25 chilometri piu’ all’interno rispetto al confine – accoglie 15.714 rifugiati , il 60% dei quali ha meno di 18 anni di eta’.
Il responsabile Unhcr per la progettazione del sito considera questo il numero massimo di persone che la struttura e’ capace di accogliere, nonostante stime precedenti attestassero la capienza massima anche a 25mila persone. L’Ufficio ugandese del primo ministro si e’ impegnato ad avviare entro la fine della settimana la registrazione elettronica attraverso l’utilizzo di sistemi di riconoscimento biometrici in modo da poter dare il via altrettanto rapidamente al trasferimento dei rifugiati – se essi vorranno – nell’insediamento di Kyangwali, dove potranno ricevere assistenza e protezione di piu’ lungo periodo.

APR news
F ag

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Categorie:Cronaca, Esteri, Politica

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