Siria: Perché gli Usa vogliono attaccare

Aleppo, Siria, ph © Andreja Restek / APR

Il regime siriano attende un attacco “in qualsiasi momento”: lo ha riferito una fonte della sicurezza di Damasco, poche ore dopo che gli ispettori dell’Onu hanno lasciato il Paese dopo l’inchiesta sull’attacco chimico del 21 agosto. “Ci aspettiamo un attacco in qualsiasi momento e siamo pronti a una rappresaglia in qualsiasi momento”, ha dichiarato la fonte.

Un attacco che, secondo un ayatollah iraniano, ‘scatenerebbe l’odio musulmano’.
E c’è una nuova replica del regime siriano al rapporto dell’intelligence Usa, diffuso oggi dall’amministrazione americana, in cui si afferma di disporre di molteplici prove circa l’uso di armi chimiche da parte delle forze lealiste di Damasco. “Ciò che l’amministrazione americana descrive come prove irrefutabili non sono che stanche leggende fatte circolare da oltre una settimana da parte dei terroristi, con la loro quota di menzogne e di favole interamente fabbricate ad arte”, recita una nota del ministero degli Esteri.

In realtà il problema più grande dell’America è al-Qaeda. Lentamente ma inesorabilmente i suoi affiliati stanno prendendo tutto il Paese .  Alcuni rapporti stimano che i gruppi di Al Qaeda ora controllano il 40 per cento del territorio siriano, in particolare nelle province settentrionali e orientali .  Può l’Occidente consentire ad al- Qaeda di stabilire una nuova importante base operativa, in particolare in un punto strategico – al confine con il Libano, Turchia, Iraq, Giordania e Israele, e solo a due passi dall’Iran?  Certo che no.  Questo darebbe al- Qaeda un punto d’appoggio fondamentale in Medio Oriente e, potenzialmente, accesso alle armi chimiche della Siria. Questa situazione è in crescita ed è simile a quella in Afghanistan nel 2001, ma più grave. E con tutto quel territorio, al- Qaeda è in grado di pianificare e condurre operazioni anche con il presidente siriano Bashar al-Assad ancora al potere ma che controlla una zona sempre più piccola della Siria. Ora al- Qaeda ha anche dichiarato guerra ai ribelli siriani, il cosiddetto esercito libero siriano, e cerca di controllare anche il loro territorio.  Due grandi gruppi di Al Qaeda stanno combattendo in Siria, il Jabhat al- Nusra e  ” Lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante ” che a livello locale, è conosciuto come l’ISI .  Quasi ogni giorno, centinaia di altri jihadisti provenienti da Arabia Saudita, Dubai, Iraq e altrove si stanno riversando in Siria, desiderosi di entrare in un’altra battaglia ideologica . L’Esercito siriano libero si ritrova a combattere al- Qaeda come il governo siriano.  Giorno dopo giorno, questo problema cresce e l’Occidente sta cercando di decidere cosa fare.

In allegato

un documento di quattro pagine pubblicato dalla Casa Bianca il 30 agosto 2013, che delinea le conclusioni del governo degli Stati Uniti

http://164270419-U-S-Government-Assessment-of-the-Syrian-Government’s-Use-of-Chemical-Weapons-on-August-21-2013.pdf
APR news

f J. Brinkley, ag, NYT, an



Categorie:Cronaca, Esteri, Politica

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