Califfato e messaggio di al-Adnani

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Il 21 maggio scorso il portavoce dell’autoproclamato Stato Islamico, Abu Mohammed al-Adnani, ha inviato un messaggio audio ai suoi seguaci. Come aveva fatto anche in precedenza, al-Adnani ha chiamato i sostenitori dello stato islamico ad attaccare i nemici del gruppo, ovunque essi si trovino e in ogni modo possibile.

Un nuovo aspetto del discorso è stato il suo annuncio che il gruppo continuerà nella sua lotta, chiedendo ai seguaci di sopportare la perdita delle città precedentemente conquistate e dei leader.

Il suo annuncio che lo Stato Islamico ‘non combatte per il territorio’ potrebbe essere una novità per le persone che hanno viaggiato in Siria e in Iraq proprio a causa e nella speranza dell’esistenza di un territorio del gruppo.

La propaganda dello Stato Islamico mostra persone a Raqqa riunite per ascoltare il discorso che non mostrano nessuna reazione all’annuncio di al-Adnani e che sembra non diano importanza alla perdita della città.

L’esercito iracheno si prepara a riprendere Falluja prima di andare a Mosul, la pressione sul gruppo è così significativa che al-Adnani non ha tentato di nasconderla.

Sarebbe un errore, però, leggere il discorso come un riconoscimento della sconfitta imminente del gruppo. Le parole del portavoce dello Stato islamico significano esattamente ciò che diceva; il gruppo ha subito perdite ma torneranno nelle città quando il terreno sarà pronto per il loro ritorno.

Riprendere dallo Stato Islamico Raqqa e Mosul è importante; ma riuscire a tenerli fuori dalle due città negli anni a venire è la sfida più grande.

Probabilmente lo Stato Islamico si troverà nella stessa posizione di al-Qaeda a Tora Bora, oppure dei talebani dopo la caduta di Kabul.

Resistere e lottare contro un nemico superiore militarmente e inviare gruppi terroristici che aspirano a una forma di stato che è da anni in doloroso declino.

Al-Adnani ha suggerito nel suo discorso ha detto che Raqqa e Mosul sono stati campi di battaglia come qualsiasi altro.

Di tutte le sue sconfitte, la battaglia di dicembre 2014 per Kobanê potrebbe essere la più indicativa di cosa aspettarsi a Mosul e Raqqa, rispetto alla battaglia per Ramadi.

Kobanê è l’unico caso in cui lo Stato Islamico ha combattuto con tutta la sua forza e che sapeva che alla fine avrebbe perso. Se il gruppo adotta lo stesso approccio nelle sue grandi capitali in Iraq e la Siria, le perdite dei combattimenti e le perdite di vite umane sarà significativo.

Non è chiaro se il gruppo tenterà di diventare un califfato clandestino quando perderà la città di Raqqa e Mosul, ma è certo che persisterà in qualche modo.

Apr news

f soufangroup

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Categorie:Cronaca, Esteri, Politica, Terrorismo Gruppi

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