Un attacco mirato ha ucciso Khalil Haqqani, una delle figure più influenti del governo talebano e membro di spicco della rete Haqqani. La notizia, confermata dal portavoce dei talebani, segna la perdita più rilevante per il regime da quando ha preso il controllo dell’Afghanistan tre anni fa. Haqqani ricopriva il ruolo di ministro ad interim per i rifugiati ed era noto per il suo peso politico e strategico all’interno del gruppo estremista.
La rete Haqqani (HQN), di cui Khalil Haqqani era una delle colonne portanti, è considerata una delle organizzazioni più pericolose operanti in Afghanistan e Pakistan. Designata come Organizzazione Terroristica Straniera dagli Stati Uniti nel 2012, è stata protagonista di numerosi attacchi devastanti. Tra gli eventi più tragici attribuiti alla HQN si ricordano l’attacco con un camion bomba a Kabul nel 2017, che provocò oltre 150 morti, e l’attentato con un’ambulanza carica di esplosivo nel 2018, con più di 100 vittime.
Fondata negli anni ’80, la rete Haqqani è stata per decenni una delle principali alleate dei talebani, consolidando la sua influenza attraverso una combinazione di operazioni militari e attività illecite.
In questo caso, come in molti altri negli ultimi anni, vale il detto: un giorno sei terrorista, il giorno dopo combattente per la pace, o viceversa, a seconda delle necessità geopolitiche.
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