
Il Special Collection Service (SCS), noto anche con i nomi in codice “F6” o “Mission Impossible Force”, rappresenta una delle task force più segrete e controverse nella storia dell’intelligence americana. Nato come collaborazione tra CIA e NSA, il SCS è specializzato nella raccolta di segnali e informazioni riservate tramite installazioni clandestine di dispositivi di intercettazione in luoghi di altissimo valore strategico, come ambasciate straniere e infrastrutture governative. Nonostante il suo stesso governo neghi ufficialmente l’esistenza, rivelazioni di whistleblower come Edward Snowden hanno documentato dettagliatamente le operazioni di questa unità “fantasma”.
Origini e struttura: un’alleanza tra intelligence tecnica e operativa
Fondato nel 1978, il SCS nacque dall’esigenza di superare inefficienze e sovrapposizioni tra le capacità della NSA, specializzata in intercettazioni passive su larga scala, e quelle della CIA, che operava in modo più clandestino e diretto. La sede principale è collocata nel Beltsville Annex, un complesso segreto nel Maryland vicino a un importante centro telecomunicazioni del Dipartimento di Stato.
L’organizzazione si struttura in quattro uffici principali, con un sistema di rotazione alla guida tra i due enti di intelligence, garantendo così un equilibrio tra le competenze tecniche della NSA e l’esperienza operativa della CIA.
Tecnologie e metodi: dalla microspia al laser invisibile
L’attività del SCS si concentra sull’installazione copertura di dispositivi quali microfoni ultraminiaturizzati, antenne camuffate e strumenti per il monitoraggio di reti digitali e telefoniche. Tra le tecnologie più innovative note ci sono l’uso di laser invisibili per captare le vibrazioni sui vetri degli edifici, ombrelli trasformati in antenne e strumenti di intercettazione cellulari come gli Stingray, capaci di mascherarsi da torri telefoniche per intercettare chiamate e dati.
Queste operazioni fanno parte del programma globale STATEROOM, che include la sorveglianza di circa 100 ambasciate USA e dei paesi dell’alleanza UK USA (Regno Unito, USA, Canada, Australia, Nuova Zelanda).
Operazioni storiche di rilievo
Tra le azioni più emblematiche del SCS si ricorda la Guerra Fredda, quando microfoni venivano piazzati persino su colombe poste sul palazzo dell’Ambasciata sovietica a Washington. Nel 1999, il SCS monitorò campi di addestramento di al-Qaeda in Afghanistan e fu determinante nello smantellamento della rete di Saddam Hussein tramite intercettazioni in Iraq.
Un caso particolarmente controverso è la sorveglianza del telefono personale della cancelliera tedesca Angela Merkel, scoperta nel 2008 e durata oltre un decennio, rivelata da Edward Snowden e causa di una crisi diplomatica tra USA e Germania.
Durante l’operazione Neptune Spear del 2011, che portò alla morte di Osama bin Laden, il SCS fu cruciale nel localizzare il compound tramite intercettazioni e analisi di segnali vibrazionali, confermando la presenza del leader terrorista.
Le ombre delle operazioni: il confine tra legittimità e illegalità
Sebbene il SCS operi sotto copertura e giustificazione legale nel contesto della sicurezza nazionale USA, molte delle sue attività sollevano dubbi e condanne sul piano internazionale ed etico.
• Intercettazioni non autorizzate: Il caso Merkel e altre intercettazioni ai danni di leader e ambasciatori di paesi alleati hanno suscitato forti critiche e crisi diplomatiche.
• Violazioni diplomatiche: L’installazione di microspie nelle ambasciate straniere viola la Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche, che proibisce l’uso delle sedi diplomatiche per attività di spionaggio.
• Sorveglianza di massa: Le operazioni SCS si inseriscono in programmi più ampi di raccolta dati come PRISM e XKEYSCORE, che hanno raccolto informazioni di massa senza mandato, coinvolgendo cittadini comuni.
Paesi e ambasciate sotto la lente
Il programma STATEROOM e il SCS hanno monitorato con particolare attenzione diverse nazioni chiave, inclusi alleati storici:
Paese
Note principali
🇩🇪 Germania
Intercettazione del cellulare di Angela Merkel per oltre 10 anni, con protesta ufficiale nel 2013.
🇫🇷 Francia
Sorveglianza massiva di traffico telefonico ed email di politici e cittadini.
🇧🇷 Brasile
Intercettazioni del presidente Dilma Rousseff e dello staff di Petrobras.
🇲🇽 Messico
Sorveglianza su presidente e ministri durante campagne elettorali.
🇹🇷 Turchia
Monitoraggio di ambasciate e personale governativo.
🇮🇹 Italia
Intercettazioni nelle ambasciate, incluso Roma.
🇷🇺 Russia
Tra le operazioni più sofisticate di sorveglianza SIGINT.
🇨🇳 Cina
Microspie in ambasciate e hotel frequentati da diplomatici.
Tutte queste azioni si sarebbero svolte senza mandati ufficiali, infrangendo la sovranità nazionale.
Documenti rivelatori e leak di Snowden
Tra i documenti più importanti emersi grazie a Snowden, figurano:
• Boundless Informant: panoramica globale della raccolta dati.
• Black Budget 2013: menzione diretta del SCS.
• Dropmire: programma per piazzare microfoni in uffici diplomatici.
• Stateroom: rete globale di intercettazione da ambasciate occidentali.
• XKEYSCORE: strumento per accedere in tempo reale a email, chat e cronologie web.
Ricatto diplomatico: un rischio concreto nelle trattative internazionali
L’uso di informazioni raccolte tramite operazioni come quelle condotte dal SCS in luoghi sensibili può facilmente trasformarsi in un potente strumento di ricatto. Se un governo statunitense detiene dati compromettenti su leader stranieri—come conversazioni riservate, informazioni strategiche o comportamenti imbarazzanti—ciò può diventare leva ottimale durante negoziati critici, spinte politiche o accordi economici.
Questa dinamica rischia di erodere la fiducia diplomatica, esporre gli Stati Uniti a contropotenze coercitive e compromettere l’autonomia decisionale dei leader stranieri, rendendoli potenzialmente vulnerabili a pressioni indebite.
Il Special Collection Service incarna la tensione tra sicurezza nazionale e rispetto della sovranità internazionale. Attraverso una rete globale di intercettazioni clandestine, ha ottenuto informazioni vitali da leader stranieri, ambasciate e istituzioni chiave. Tuttavia, il confine tra monitoraggio legittimo e abuso è sottile, alimentato da questioni etiche, legali e diplomatiche. Quando tali operazioni possono dar luogo a ricatti nei momenti delicati delle trattative, il rischio per l’ordine internazionale e la cooperazione tra governi diventa particolarmente grave.
Il bilancio tra sicurezza nazionale e rispetto dei diritti umani rimane ed è un nodo irrisolto nel mondo della sorveglianza globale.
Apr News
A.R
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