Lindsey Graham è stato uno dei politici americani più conosciuti per le sue posizioni favorevoli all’uso della forza militare nella politica estera. Per Graham il dialogo e la diplomazia non erano la strada principale per risolvere le crisi internazionali: la sua politica era fondata sulla forza, sulla minaccia dell’intervento militare e sull’idea che la superiorità militare fosse lo strumento decisivo per imporre gli interessi americani.
Repubblicano della Carolina del Sud, durante la sua carriera politica ha sostenuto numerosi interventi militari, operazioni “preventive”, aumento della spesa per la difesa e un ruolo molto attivo degli Stati Uniti nei conflitti internazionali.
Le sue dichiarazioni nel corso degli anni mostrano una linea politica costantemente favorevole all’uso della forza militare in diverse crisi internazionali.
Kosovo (1999, richiamato più volte negli anni successivi):
Ha indicato l’intervento NATO in Kosovo come un modello di intervento militare che gli Stati Uniti dovrebbero essere disposti a replicare in altre crisi.
Iraq (2002):
“Saddam Hussein è un pericolo chiaro e presente per l’America. Prima agiamo, meno ci costerà in termini di vite umane. Dobbiamo rimuoverlo dal potere una volta per tutte.”
Libia (2011):
“La NATO dovrebbe svegliarsi la mattina con l’obiettivo di tagliare la testa al serpente. Dobbiamo bombardare la cerchia ristretta di Gheddafi. Dovremmo andare a Tripoli e ucciderlo.”
Pakistan (2012):
“Se il Pakistan continua a ospitare terroristi, dobbiamo essere pronti a colpirli anche oltre confine.”
Siria (2013):
“Se non interveniamo militarmente contro Bashar al-Assad dopo l’uso di armi chimiche, lanceremo un segnale di debolezza. Non agire in Siria significa garantire che l’Iran otterrà l’arma nucleare.”
Corea del Nord (2017):
“C’è un’opzione militare: distruggere il programma nucleare della Corea del Nord e la Corea del Nord stessa. Se ci sarà una guerra, sarà là. Se migliaia di persone dovranno morire, moriranno là, non qui.”
Iran (2019):
“È tempo che gli Stati Uniti mettano sul tavolo un attacco militare contro le raffinerie di petrolio iraniane se continuano le loro provocazioni. Bisogna spezzare la schiena al regime.”
Venezuela (2019):
“Dobbiamo mettere la forza militare sul tavolo e far capire a Maduro che i suoi giorni sono contati se non lascia il potere.”
Russia (2022):
“C’è un Bruto in Russia? […] L’unico modo in cui questa storia finisce è che qualcuno in Russia faccia fuori questo tipo. Fareste al vostro paese — e al mondo — un grande servizio.”
Cina / Taiwan (2022):
Ha sostenuto l’invio di truppe americane a Taiwan in caso di invasione cinese, affermando la necessità di tracciare una linea rossa contro Pechino.
Russia (2023):
“I russi stanno morendo… Sono i soldi meglio spesi che abbiamo mai usato.”
Ucraina / Russia (2023):
“Finché aiutiamo l’Ucraina con le armi di cui ha bisogno e il supporto economico, combatteranno fino all’ultimo uomo.”
Iran (2023):
“Cancellerei le loro raffinerie di petrolio dalla mappa geografica. L’unico linguaggio che i mullah iraniani capiscono è la forza.”
Messico (2023):
“Dobbiamo usare la forza militare americana all’interno del Messico per distruggere i laboratori dei cartelli della droga. Dobbiamo trattarli come l’ISIS, dichiarando loro guerra a livello militare.”
Iran (2024):
“Se volete davvero difendere i nostri soldati, fate pagare al regime il prezzo più alto. Colpite l’Iran. Colpiteli duro.”
Gaza / Israele (2024):
“Abbiamo deciso di porre fine alla guerra lanciando bombe nucleari su Hiroshima e Nagasaki. È stata la decisione giusta. Date a Israele le bombe di cui ha bisogno per porre fine alla guerra…”
Iran (2025):
Ha sostenuto la possibilità di nuovi attacchi contro l’Iran nel caso di una ricostruzione del programma nucleare.
Iran (2025):
“Non serve un cessate il fuoco. Serve la resa del regime iraniano.”
Iran (2026):
Ha sostenuto una linea di massima pressione contro il governo iraniano, invocando un cambiamento radicale del regime.
Graham è stato uno dei sostenitori più forti degli aumenti della spesa militare americana, degli aiuti militari all’estero (tra cui Ucraina e Israele) e dei programmi di difesa. Le sue posizioni sono state criticate perché considerate favorevoli a un’espansione del ruolo militare degli Stati Uniti e indirettamente vantaggiose per il complesso industriale della difesa. Era uno dei principali sostenitori dell’intervento militare americano nella politica internazionale degli ultimi decenni posizioni che oggettivamente favoriscono un’espansione della domanda per aziende come Lockheed Martin, RTX Corporation e Northrop Grumman.
Apr news
Andreja Restek
Categorie:Cronaca, Esteri, Inchieste Varie, Personaggi, Politica, Terrorismo Gruppi

Lascia un commento