Doppio bliz dei Navy Seals in Africa

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Nel giro di poche ore gli Stati Uniti hanno messo a segno in Africa due importanti operazioni per la lotta al terrorismo. I Navy Seals sono sbarcati all’alba di sabato sulla spiaggia di Barawe, a sud di Mogadiscio, per catturare un capo del movimento Shabab, la milizia islamica responsabile del massacro nel centro commerciale Westgate di Nairobi.
Non è stato preso ma in una sparatoria sono stati uccisi diversi miliziani e lui potrebbe essere tra le vittime. Poco prima a Tripoli, le forze speciali americane avevano catturato Anas al Libi, un membro di Al Qaeda su cui Washington aveva messo una taglia di cinque milioni di dollari per gli attentati alle ambasciate Usa in Kenya e Tanzania del 1998.
I due blitz sono stati confermati da Washington dopo le prime indiscrezioni circolate sulla stampa americana. “Ci auguriamo che questo metta in chiaro che gli Stati Uniti non fermeranno mai i loro sforzi perche chi compie atti di terrorismo sia chiamato a risponderne”, ha commentato il segretario di Stato Usa, John Kerry, da Bali, in Indonesia. E la prova, ha aggiunto, che “i membri di Al Qaeda e di altre organizzazioni terroristiche possono fuggire, ma non possono nascondersi”.
Il blitz in Somalia è scattato poco dopo il ventesimo annivesario della battaglia del 3 ottobre 1993 con i miliziani di Aidid in cui furono uccisi 18 soldati statunitensi e raccontata dal film “Black Hawk Down”. I Navy Seals si sono avvicinati alla costa a bordo di barchini e hanno tentato di entrare nella palazzina sul mare che ospitava il loro bersaglio, un capo degli Shabab.
C’è stato un prolungato scontro a fuoco a cui hanno preso parte anche alcuni elicotteri Usa. Dopo un’ora, i militarsi Usa di sono dovuti ritirare e non è chiaro se tra le vittime ci fosse anche il bersaglio dell’operazione che potrebbe essere il leader dei miliziani qedisti somali, Mukthar Abu Zubery alias Godane, o la mente dell’assalto al centro commerciale di Nairobi.
Gli Shebab, da parte loro, hano riferito di essere riusciti a respingere le forze speciali “straniere” uccidendo un ufficiale e ferendone altri e hanno postato su twitter le foto del materiale abbandonato dagli incursori. Barawe era già stata attaccata dalle forze Usa: nel 2009 Saleh Nabhan, esponente di Al Qaeda coinvolto in una serie di attentati, vi venne ucciso da un raid americano.
Poche ore prima del blitz somalo, gli Usa avevano catturato a Tripoli il 49enne Anas al Libi, 49 anni, uno stretto collaboratore di Osama Bin Laden che era rientrato in patria dopo un lungo esilio in Iran approfittando della grzia concessagli dalla Libia. Gli Usa lo considerano la mente degli attentati dell’estate 1998 in Kenya e Tanzania che fecero più di 200 vittime. L’auto del qaedista è stata bloccata da tre vetture da cui sono scesi degli uomini armati.
L’operazione, condotta da Fbi, Cia e Pentagono, ha permesso di portare Al Libi in “luogo sicuro fuori della Libia”, secondo alcune voci portandolo nella base di Sigonella.
Nei mesi scorsi Washington non aveva nascosto l’irritazione per il mancato intervento delle autorità libiche contro Al Libi e alcuni sospettati per l’attacco al consolato di Bengasi costato la vita all’ambasciatore Chris Stevens.
Gran Bretagna e Turchia hanno negato qualsiasi coinvolgimento nel blitz antiterrorismo condotto dalle forze speciali Usa a Barawe, nel sud della Somalia. Era stato il portavoce degli Shabab, i miliziani islamici nel mirino dell’operazione, Abdulaziz Abu Musab, a sostenere che vi fossero coinvolti Londra e Ankara, ma fonti dei due governi hanno smentito categoricamente.

APR news
F quotidiano net



Categorie:Esteri, Politica

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