Il Governo somalo ha vietato ai giornalisti di usare la parola al-Shabaab quando si riferiscono al gruppo terroristico che opera in Somalia e ha ordinato che quando parlano di loro utilizzino i termini “il gruppo che massacra il popolo somalo”.
Parlando ai giornalisti nella capitale somala, il capo dei servizi segreti Abdirahman Mohamud Turyare, ha detto che il gruppo ribelle legato ad al-Qaeda deve essere chiamato “il gruppo che massacra il popolo somalo” e non merita nessun altro nome.
La risposta da parte del gruppo Al Shabaab non si è fatta attendere.
“Vediamo questo come una debolezza da parte del governo. Nessuno ha il diritto di insultarci, prenderemo provvedimenti contro tutti quelli che non rispetteranno il nostro nome”.
“La Somalia è uno dei luoghi più pericolosi per i giornalisti e la decisione del governo mette in questo modo ulteriormente la nostra vita a rischio”, ha riportato ad Al Jazeera Hassan Ali Geesey, presidente di Somali Independent Media Houses Association (SIMHA).
“Dobbiamo essere neutrali. Noi siamo giornalisti indipendenti, non possiamo lavorare come media di Stato. Anche i media internazionali li chiamano al-Shabaab. Se il governo non torna indietro su questa decisione molti giornalisti non potranno più lavorare”.
Giovedì scorso uomini armati non identificati hanno ucciso il giornalista Daud Ali Omar e sua moglie.
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