Budapest-Austria: viaggio da apartheid nel XXI secolo

Budapest, Austria,  ph © Andreja Restek

Budapest, Austria, ph © Andreja Restek

I profughi che partono dalla stazione di Keleti di Budapest per Hegyelshalom, ultima città prima del confine austriaco, viaggiano in carrozze separate dal resto del treno. Agli altri passeggeri è severamente vietato mescolarsi con loro, chi riesce a salire di soppiatto sui loro vagoni deve nascondere la propria identità. La polizia di tre stati, Ungheria, Austria e Germania, controlla che questa netta divisione venga rispettata, ma nessuno spiega il perché di questo regolamento da apartheid.

Le informazioni sono vaghe, stamattina è stato detto che sarebbero partite solo una decina di persone, in realtà c’erano quattro vagoni pieni di rifugiati in fuga da Iraq, Pakistan, Afganistan, Siria, Iran, Birmania, e nelle prime ore del mattino ne erano partiti già 1500. Nonostante il divieto una fotoreporter è riuscita a intrufolarsi su uno di questi vagoni raccogliendo alcune storie, mentre l’assistente è stata costretta a viaggiare con i cittadini “normali”. Sui vagoni proibiti, una coppia di medici siriani durante il tragitto racconta parte della loro storia. Sono in viaggio con i due bambini dal 12 di agosto, Turchia e Grecia sono i paesi in cui hanno sofferto di più: nei campi la polizia ordinava alle donne e ai bambini di alzarsi e sedersi senza motivo. La dottoressa, racconta che la cosa che le manca di più oltre alla sua famiglia rimasta laggiù, è il suo lavoro che occupava gran parte della sua giornata.

Arrivati alla stazione di Hegyelshalom, vengono fatti scendere e scortati da poliziotti arrivati da tutta l’Ungheria, si incamminano per circa 4 chilometri fino alla frontiera, dove oggi erano ammassate circa diecimila persone in attesa di essere trasportate, ma non si capiva dove.

Ad un certo punto, un gruppo numeroso attraversa l’autostrada, chiusa al traffico, e si mette in marcia verso Nickelsdorf, una cittadina ad un paio di chilometri dal confine. Lungo la strada decine di autobus sono fermi in attesa di ordini, mentre continuano ad arrivare persone. In cammino ci sono famiglie con bambini molto piccoli, mamme sfinite con i figli in braccio che crollano per la stanchezza. Un gruppo di volontari accoglie i rifugiati all’entrata della città, offrono cibo, acqua, impermeabili, passeggini, e informazioni. Spiegano che oggi sono stati interrotti tutti i collegamenti con Vienna e con la Germania: è impossibile proseguire con qualsiasi mezzo di trasporto pubblico.

Il clima nella cittadina è teso, entrando in una tabaccheria la commessa non risponde quando le viene chiesta una banale informazione, facendo uscire tutti e chiudendo il negozio in pieno orario di apertura.

La lentezza della politica europea senz’altro non aiuta, in mezzo a questa marea di persone ci sono bambini di pochi giorni, donne incinte al nono mese di gravidanza, intere vite che devono essere ricostruite. La politica mondiale deve rendersi conto che queste persone non vogliono andarsene dal loro paese, tutti chiedono che vengano fermate le guerre per poter tornare a casa.

Apr news

F A.R e C.M.

Annunci


Categorie:Esteri, Politica

Tag:, , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: