Rifugiati aggrediti in mare da uomini incappucciati

ph © Andreja Restek

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Il viaggio è uno di quelli di cui purtroppo si sente parlare spesso negli ultimi tempi. Un gommone che al massimo potrebbe portare 15 persone è invece carico di oltre 50 siriani, uniti in un rischioso viaggio notturno verso l’isola greca di Lesbo. Ancora in acque internazionali vengono avvicinati da un altro gommone con a bordo uomini vestiti di nero e con i volti coperti.

Il bambino che ci racconta questa storia avrà al massimo 10 anni e sta sorridendo ma il suo sguardo punta lontano, ai ricordi di quella notte e al suo terribile viaggio.

Era una notte buia, si vedevano le luci lontane, eravamo tanti, tutti stretti in un gommone piccolo – racconta il bambino.

Dopo un po’ che viaggiavamo si è avvicinato un altro gommone con 4 uomini a bordo con i volti coperti che urlavano e agitavano i coltelli che tenevano in mano. Volevano i soldi, chiedevano soldi e oro, e dopo un po’ hanno cominciato a squarciare il nostro gommone con i coltelli. Tutti noi urlavamo, tutti pregavamo di lasciarci andare, ma loro non ascoltavano. Alcune donne hanno alzato i bambini in aria, compresa mia mamma, sperando così di salvarli dalle acque gelide e da morte sicura. Per fortuna questi uomini sono poi andati via perché è giunta un’altra barca più grande, con dei greci a bordo (forse la polizia, ndr) che ci hanno salvato”.

Il racconto del bambino finisce con un sorriso triste mentre stringe in mano la macchinina di plastica che qualcuno gli ha regalato, poi ci saluta e corre verso la madre.

Insieme a noi ad ascoltare la storia, un albergatore di Vienna che ci racconta di aver sentito diverse di questi racconti e aggiunge “tu non sai quanti morti ci sono in quel mare e quante persone sono già state uccise in questo modo”.

In molti, a voce, accusano le guardie costiere greca e turca di collaborare con i criminali che tartassano ed estorcono denaro ai profughi

Apr news

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Categorie:Cronaca, Esteri

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