Al Qaeda pubblica “l’ultimo” video dove parla degli ostaggi

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Il ramo di Al Qaeda in Mali e in Africa occidentale, Jama’at Nusrat al-Islam wal-Muslimin (JNIM, o “Gruppo per il sostegno dell’Islam e dei musulmani”), ha pubblicato un nuovo video in cui parla di molti dei suoi ostaggi.

Per anni, JNIM e gruppi legati ad al Qaeda hanno rilasciato aggiornamenti sullo stato dei prigionieri, dimostrando che sono vivi e in cui richiedono un pagamento per il loro rilascio.

In questo video un jihadista che parla in lingua inglese e ha il volto oscurato, comunica che JNIM ha deciso di “interrompere la pubblicazione e la produzione di video riguardanti i prigionieri detenuti dal gruppo per ragioni sconosciute”.

L’intera produzione, della durata di oltre 10 minuti, ha lo scopo di fare pressione sui governi degli ostaggi. Il video è stato prodotto dal ramo media di JNIM, Az-Zallaqa, e dall’unità responsabile della gestione dei messaggi relativi agli ostaggi, Al-Ezza Production.

Un’immagine pubblicata all’inizio della produzione collega Az-Zallaqa a media di altri tre rami di Al Qaeda: Al Qaeda nel Maghreb islamico (Al-Andalus Media), Al Qaeda nella penisola arabica (Al-Malahem Media) e Shabaab in Somalia (Al-Kataib Media).

Gran parte del messaggio si concentra sulla Francia, che JNIM incolpa per non aver negoziato la liberazione di Sophie Petronin, un’attivista umanitaria francese che è stata rapita nella città di Gao il 24 dicembre 2016.

L’oratore JNIM discute anche i casi di diversi altri ostaggi: Iulian Ghergut (rumeno), Ken Elliott (australiano), Beatrice Stockly (Svizzera) e Gloria Navarez (colombiana).

L’uomo del JNIM invita tutte le famiglie degli ostaggi ad abbracciare l’Islam e accusa i governi di ostacolare il loro rilascio.

Gli ostaggi sono stati un importante fonte di reddito per al Qaeda in Africa. AQIM ha ricevuto pagamenti di riscatto per milioni di dollari.

In passato la leadership di Al Qaeda ha assunto il controllo di alcuni negoziati sugli ostaggi.

Osama bin Laden voleva usare gli ostaggi come merce di scambio per forzare l’uscita della Francia dalla guerra in Afghanistan. I file recuperati nel compound di Bin Laden ad Abbottabad, in Pakistan, contenevano diversi rapporti sui riscatti ricevuti e sulle altre attività di AQIM in tutta la regione.

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Categorie:Cronaca, Esteri, Inchieste Varie, Personaggi, Politica, Terrorismo Gruppi

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