
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha sostenuto la proposta di rinominare l’Immigration and Customs Enforcement (ICE), approvando un suggerimento condiviso sui social media che cambierebbe l’acronimo dell’agenzia in NICE.
Il commento arriva mentre l’agenzia lotta con la propria immagine pubblica, sulla scia di una vasta campagna che ha portato a migliaia di arresti negli Stati Uniti. Il sostegno pubblico per l’agenzia è diminuito, poiché la maggior parte degli americani ritiene che le tattiche adottate dagli agenti federali vadano troppo oltre, risultando violente e, in alcuni casi, mortali.
Trump ha ripubblicato un messaggio sulla sua piattaforma Truth Social da parte di un sostenitore che suggeriva di ribattezzare l’ICE come “National Immigration and Customs Enforcement”, cambiando così l’acronimo in NICE. Il cambiamento costringerebbe i media a riferirsi agli ufficiali federali come “agenti NICE”, inquadrando l’agenzia in termini più positivi, ha aggiunto il post.
«OTTIMA IDEA!!! FALLO», ha scritto il presidente in risposta al messaggio.
Le sparatorie mortali che hanno coinvolto agenti dell’ICE in Minnesota sono diventate un punto centrale nel dibattito nazionale sulla gestione dell’immigrazione, dopo il lancio, da parte dell’amministrazione Trump, di un’agenda più rigida su immigrazione e integrità elettorale. Gli incidenti, verificatisi durante operazioni dell’ICE, hanno suscitato una diffusa indignazione pubblica e dato origine a manifestazioni di massa in tutto il Paese. I manifestanti hanno chiesto la fine delle tattiche aggressive e una maggiore supervisione delle autorità federali per l’immigrazione.
A febbraio, il direttore ad interim dell’ICE, Todd Lyons, ha dichiarato che l’agenzia sta monitorando circa 1,6 milioni di persone negli Stati Uniti con ordini di espulsione definitivi, tra cui circa 800.000 con precedenti penali.
Tuttavia, il sostegno pubblico ha continuato a diminuire: secondo un recente sondaggio di Ipsos, circa il 58% degli americani afferma che le deportazioni stanno andando troppo oltre, mentre il 62% si oppone alle tattiche dell’ICE.
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Andreja Restek
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