Siria: La battaglia per Idlib

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Dopo numerose battaglie, comprese quelle di Aleppo, Douma, Ghouta e Deir ez-Zor, che si pensava fossero il punto di svolta finale, l’offensiva per riconquistare la provincia di Idlib da parte dell’esercito di Assad avrà l’opportunità di cambiare definitivamente l’esito della guerra civile siriana dopo sette anni.

La sofferenza civile che seguirà da un’operazione militare su larga scala sarà enorme.

Centinaia di migliaia di siriani sfollati sono fuggiti a Idlib, tra cui combattenti ribelli evacuati da altre zone dal 2015, quando i russi arrivarono per aiutare militarmente l’esercito di Assad.

I ribelli, così come i disperati civili, si sono rifugiati in questa città, ma ora non ci sono altre “Idlib” in cui possano rifugiarsi.

Ci sono già minacce e discussioni da parte degli Usa e alleati su ciò che accadrà se il governo utilizzerà le armi chimiche, che sarebbe una follia e anche poco probabile visto che hanno riconquistato l’intera Siria. Si sa che la posizione della Siria è fondamentale sullo scacchiere geopolitico e inoltre è chiaro che chi vincerà la guerra in Siria (e chi l’ha vinta è molto chiaro) dominerà tutto il Medio Oriente.

Gli americani sono “sicuri” che saranno utilizzate armi chimiche, fatto che avevano denunciato anche in passato e che si è rivelato falso. La Russia dall’altra parte è “sicura” che saranno i ribelli quelli che le utilizzeranno per costringere l’Occidente a colpire Assad.

Gli Stati Uniti hanno avvertito sia Assad che Putin che reagiranno, anche se non è chiaro fino a che punto andranno a colpire obiettivi siriani che si mescolano alle forze russe e iraniane.

Nel frattempo, la Turchia sta fortificando i suoi già vasti avamposti e le basi a Idlib ed è noto che ha un’influenza considerevole sui ribelli in quell’area.

I gruppi di ribelli, infatti, non hanno nessun altro posto dove ritirarsi e riorganizzarsi vista la probabilità di combattimenti violenti e intensi.

Alla confusione e alla preoccupazione si aggiunge l’ex affiliato di al-Qaeda Hayat Tahrir al-Sham, che è l’elemento ribelle più potente della provincia e che sta tentando di unificare i gruppi ribelli frammentati per difendere la loro ultima roccaforte.

In tutto questo scenario i civili sono gli ultimi a cui pensano i governi locali e stranieri e sono quelli che pagheranno come sempre il prezzo più alto.

Apr news

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Categorie:Cronaca, Esteri, Personaggi, Politica, Terrorismo Gruppi

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