Il futuro dei bambini del Califfato

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Circa 700 bambini sono nati nel califfato da genitori arrivati da paesi occidentali e molti altri vi sono arrivati dopo la nascita e ora vivono in un limbo.

Attualmente molti governi europei sono indecisi sul da farsi e non vogliono lasciare che questi bambini ritornino ai paesi di origine dei loro genitori.

Alcuni hanno assistito a uccisioni, decapitazioni e atrocità indescrivibili, mentre altri hanno partecipato attivamente a omicidi, inclusi possibili crimini di guerra e crimini contro l’umanità.

In alcuni rapporti si legge che bambini di appena due anni probabilmente sono stati esposti all’indottrinamento dell’IS e hanno dimostrato un’ossessione per la violenza e le decapitazioni.

C’è un numero crescente di prove che documentano le atrocità commesse da bambini associati all’IS.

Anche se si tratta di episodi isolati, sono stati sensazionalizzati dai media e hanno suscitato allarme tra l’opinione pubblica europea.

Lo Stato islamico gestiva scuole per bambini usando libri di testo per l’indottrinamento degli studenti che mettevano in evidenza temi ritenuti più importanti dalla leadership dell’Is come incoraggiare la violenza, la narrazione apocalittica, il purismo “islamico” legandoli al califfato.

L’ultima parte è particolarmente cruciale per il futuro dell’IS, poiché i bambini piccoli sono stati sottoposti al lavaggio del cervello. L’idea di ciò che è stato realizzato da questi bambini, dalle loro famiglie e dai loro vicini ha contribuito a costruire, ed è stata parte integrante di un processo avvenuto, secondo loro, di proporzioni storiche.

La chiave per i governi occidentali è trovare un modo per reintegrare e riabilitare quei bambini che sono già rientrati o ritorneranno.

Sarà importante consentire anche a questi bambini, che hanno subito traumi gravi, di mantenere un aspetto di normalità, aiutandoli ad evitare di poter essere reclutati da gruppi terroristici sia online che fisicamente.

Affrontare i “figli del califfato” non è semplice: molti di questi bambini sono sia vittime che carnefici, un fatto che non può e non deve essere ignorato.

Il territorio fisico del califfato è scomparso, ma la sua ideologia principale è stata impiantata in innumerevoli bambini giovani e impressionabili. I paesi devono elaborare una strategia globale per trattarli.

La strategia dell’IS era calcolata per colpire bambini e giovani adolescenti, soprattutto maschi, al fine di costruire strutture di potere parallele, diffondere la sua ideologia alle giovani reclute e gettare i semi per la prossima generazione di futuri terroristi attraverso i suoi “cuccioli del califfato”.

Solo lavorando e garantendo protezione all’attuale generazione che non diventi vulnerabile al fascino delle ideologie violente, i paesi potrebbero evitare simili tragedie in futuro.

Questo sforzo non sarà facile e richiederà un serio impegno di risorse economiche e capitale politico, qualcosa che molti paesi sembrano non essere disposti a fare, il che potrebbe rivelarsi molto dannoso nel tempo.

Apr news

fag

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Categorie:Cronaca, Esteri, Inchieste Varie, Personaggi, Politica, Terrorismo Gruppi

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