Privatizzazione delle guerre e grandi affari

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La guerra degli Usa in Afghanistan continua a peggiorare mentre altri conflitti come la Siria e l’Iraq coprono la maggioranza dei titoli dei giornali.

E’ la più lunga guerra della storia statunitense e oggi mostra segni di cedimento, la recente autorizzazione di inviare circa 4.000 soldati U.S. per tentare di invertire le enormi tendenze negative è un’illusione dato che persino 100.000 truppe non ci sono riuscite durante la loro presenza nel 2009.

Da anni la situazione sta peggiorando senza possibilità di successo. Da 16 anni l’Afghanistan per gli Usa è una ripetizione più piccola della guerra del Vietnam senza la prospettiva di una pace nel paese.

Il rapporto del New York Times mette in evidenza la tensione tra la voglia di “fare qualcosa” e la difficile realtà di raggiungere guadagni durevoli. Secondo la relazione, alcuni degli amministratori di Trump preferiscono la strategia di privatizzare la guerra in Afghanistan, già sostenuta da “contractors” civili che nascondono i veri costi e gli impegni in questa guerra.

La strategia proposta aumenterebbe drasticamente la dipendenza del governo da parte di contractors militari privati, utilizzando le ‘unità militari private’ per sostituire le truppe Usa.

Come si è visto in Iraq e in Afghanistan, i contratti per le aziende militari private sono spesso colossali, ma vengono difesi per il fatto che sono a breve termine e che riducono i costi del governo. Mentre l’esternalizzazione della guerra è spesso considerata come una misura effettiva di risparmio, dall’altra parte è anche un affare estremamente redditizio per le aziende militari private.

Come sta succedendo infatti nel governo di Trump, alcuni membri anziani dell’amministrazione hanno fatto proposte per continuare la guerra in Afghanistan coinvolgendo direttamente gli imprenditori privati che beneficerebbero finanziariamente dal conflitto.

Un suggerimento pericoloso perché in tal modo i contractors militari privati possono svolgere un ruolo più importante nella pianificazione della strategia statunitense in Afghanistan e influenzare il processo di pianificazione militare, che in qualsiasi democrazia dovrebbe basarsi esclusivamente sugli interessi nazionali e non su interessi privati.

È solo una delle conseguenze pericolose dell’esternalizzazione della guerra. Dipendere da imprenditori militari privati, inoltre, nasconde sostanzialmente i veri costi della guerra, in termini di capitale finanziario e umano.

Una tale strategia consente al governo di nascondere il fatto che la nazione sia stata ed è in molteplici guerre continue, anche se si dichiara che il Paese non è un paese in guerra.

Molto presto, forse già adesso, le compagnie militari private dirigeranno le strategie militari dei Paesi e non ci sarà nessun interesse a fermare le guerre.

Come già sta succedendo, gli ex bambini soldato della Sierra Leone vengono assunti in tali compagnie per combattere le guerre in Siria e Iraq visto che sono già addestrati e costano poco.

Apr news

falisof, phweb

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Categorie:Cronaca, Esteri, Personaggi, Politica

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