Pakistan reinserito nella lista grigia del terrorismo

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Anche se da sempre ci sono state tensioni riguardo alle capacità della gestione antiterrorismo, i rapporti tra Washington e Islamabad negli ultimi tempi sono peggiorati.

Gli Stati Uniti hanno criticato il Pakistan per il suo sostegno a gruppi come Lashkar-e-Taiba (LeT) e Taliban e per il rifugio sicuro che gruppi come Al-Qaeda e Tehrik-i-Taliban (TTP) hanno trovato nelle regioni tribali del paese.

Il Pakistan ha dichiarato di fare tutto il possibile contro questi gruppi sottolineando che dal 2001 ha perso migliaia di militari nella lotta al terrorismo.

Le pressioni esercitate da Washington su Islamabad non sono una novità. Tuttavia, una combinazione di fattori potrebbe rendere questo ultimo giro di pressioni più significativo rispetto agli anni passati.

L’organismo internazionale che monitora e contrasta il finanziamento di gruppi terroristici, il

Financial Action Task Force (FATF), ha deciso di reinserire il Pakistan nella “lista grigia” dei paesi che devono migliorare i loro sforzi contro il finanziamento del terrorismo.

Gli investitori tendono ad evitare, o sono più cauti, riguardo i loro investimenti se un Paese si trova su questa lista.

Il fattore più significativo è che (FATF) ha rimesso il Pakistan sulla lista grigia dopo che era assente da essa dal 2012 al 2015. Questo è stato possibile perché sono cambiate le posizioni dei due importanti “giocatori” della geopolitica internazionale come l’Arabia Saudita che ha votato sì e la Cina che si è astenuta dal voto.

Il Pakistan si aspettava la pressione dagli Stati Uniti, ma probabilmente non quella da parte della Cina e dell’Arabia Saudita, entrambi vitali per l’economia e per le finanze del Paese. Questo infatti è un segnale che quei due paesi assumono una posizione più dura nei confronti del Pakistan e iniziano una collaborazione con gli Stati Uniti.

Le azioni di Islamabad e il sequestro dei beni di un ente di beneficenza di alto profilo, Jamaat-ud-Dawa, guidato da Hafiz Mohammad Saeed (l’ex leader di LeT), non è stato sufficiente per convincere Pechino e Riyadh che il Pakistan sia serio riguardo a una battaglia sistematica e duratura contro il terrorismo. Le mosse sono state viste come un mascheramento per evitare sanzioni.

Il governo pakistano si sta muovendo lentamente e attentamente contro i gruppi terroristici interni

anche per limitare i disordini nel Paese.

Il Pakistan, inoltre, ha denunciando gli Stati Uniti e (FATF), sostenendo che le mosse di Washington siano fatte solo per danneggiare l’economia pakistana.

La Cina ritene gli Uiguri una minaccia terroristica e ha segnalato a Islamabad che questo gruppo si addestra in campi in Pakistan, cosa che Pechino non tollera più.

La questione ha fatto sì che la Cina sostenesse l’inserimento del Pakistan nella lista grigia.

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Categorie:Esteri, Politica

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